Durante il quinto anno del percorso scolastico, la mia partecipazione al progetto di Formazione Scuola Lavoro denominato “Impresa scuola per la vita” mi ha permesso di acquisire una profonda consapevolezza riguardo alle dinamiche relazionali, amministrative e professionali che regolano il mondo post-diploma. L’obiettivo centrale del percorso è stato quello di fornirci una cassetta degli attrezzi concettuale e pratica per affrontare con sicurezza l’imminente transizione verso la realtà occupazionale o accademica.
Il fulcro formativo dell’esperienza si è basato sulla comprensione del delicato equilibrio tra due categorie di competenze:
Hard Skills: le competenze prettamente tecniche, metodologiche e specialistiche legate al proprio percorso di studi.
Soft Skills: le competenze trasversali e comportamentali (quali l’empatia, il problem solving, la flessibilità e l’attitudine al lavoro di squadra).
Attraverso i moduli teorici e i dibattiti in aula, è emerso chiaramente come le soft skills rappresentino oggi un fattore discriminante nei processi di selezione aziendale, risultando tanto importanti quanto il bagaglio di conoscenze tecniche per garantire un inserimento lavorativo efficace e duraturo.
Successivamente, il percorso ha affrontato tematiche di forte utilità pratica, focalizzandosi sulle corrette modalità di gestione di un colloquio di selezione e sull’etica delle relazioni interpersonali all’interno dei contesti aziendali, approfondendo l’importanza della comunicazione con colleghi e superiori. Inoltre, abbiamo analizzato gli aspetti più tecnici e burocratici del lavoro dipendente, decodificando la struttura di una busta paga per comprendere voci complesse come i contributi previdenziali o la differenza tra retribuzione lorda e netta.
A coronamento del percorso, l’attività ha previsto lo sviluppo di un prodotto finale. Insieme ad alcuni compagni di classe, abbiamo scelto di raggruppare le nozioni apprese realizzando un breve sketch che simulava un colloquio di lavoro. Attraverso una chiave di lettura ironica e satirica, abbiamo messo in scena gli errori più comuni, l’atteggiamento superficiale e la mancanza di preparazione che spesso compromettono una selezione, evidenziandone le inevitabili conseguenze negative. Infine il video si conclude con una raccolta di frasi riferite alle condizioni delle persone comuni che si approcciano al mondo del lavoro.
Durante il quarto anno del percorso scolastico, ho preso parte alle attività di Formazione Scuola Lavoro focalizzate sull’orientamento universitario. Il percorso è stato svolto in collaborazione con una figura di riferimento della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
La prima parte del progetto si è rivelata fondamentale per l’acquisizione di una consapevolezza metodologica ed organizzativa rispetto al mondo accademico. Attraverso gli incontri formativi, ho potuto comprendere a fondo i meccanismi strutturali che regolano il sistema universitario nel suo complesso. Nello specifico, l’esperienza mi ha permesso di fare chiarezza sulle procedure di immatricolazione e sui requisiti d’accesso, di comprendere la distinzione cruciale tra i corsi di laurea triennali, magistrali e a ciclo unico, e di familiarizzare con il concetto di CFU (Crediti Formativi Universitari), imparando come questi ultimi misurino il carico di lavoro dello studente tra lezioni frontali e studio individuale. Questa panoramica generale è stata per me il vero punto di svolta dell’attività: mi ha fornito gli strumenti critici essenziali per decodificare il funzionamento di qualsiasi ateneo, aiutandomi a sviluppare una maggiore autonomia e una visione più matura e strutturata su come approcciare e pianificare il mio futuro percorso di studi superiori.
In una seconda fase, l’orientamento si è focalizzato sulla specificità del Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia dell’Università Vanvitelli (identificato dal codice ministeriale LM-41). Questo percorso, della durata di sei anni, si distingue per un’offerta formativa che integra strettamente la didattica teorica all’attività clinica e di laboratorio fin dai primi anni, consentendo agli studenti di formarsi all’interno di strutture ospedaliere . Abbiamo avuto l’opportunità di approfondire l’organizzazione del piano di studi e le diverse specializzazioni post-laurea, culminando l’esperienza con una visita guidata presso le sedi della facoltà.
In conclusione, reputo questa esperienza estremamente formativa e di grande valore logico e orientativo. Da un lato mi ha offerto una bussola indispensabile per orientarmi con sicurezza nella futura scelta universitaria e nei suoi meccanismi burocratici e didattici; dall’altro, la focalizzazione sul percorso medico mi ha aiutato per esclusione. Pur non sentendomi attratto in prima persona dalla specifica professione medica e non avendone quindi apprezzato appieno i dettagli più tecnici, il percorso ha assolto perfettamente alla sua funzione orientativa, permettendomi di definire meglio i miei reali interessi e le mie personali inclinazioni per il futuro.
Il percorso PCTO 2024, intitolato “Nanotecnologie per un futuro sostenibile: non perdiamo tempo!”, ha rappresentato per me una tappa fondamentale nel mio cammino formativo. Svolto presso le strutture di eccellenza dell’Università degli Studi di Salerno, nel campus di Fisciano, questo progetto non è stato solo un’attività di alternanza scuola-lavoro, ma un’immersione nel mondo della ricerca scientifica avanzata.
La Visione Scientifico-Tecnologica
Le nanotecnologie consistono nella manipolazione della materia su scala atomica (1-100 nanometri). Lavorare in un contesto universitario mi ha permesso di comprendere che non stiamo parlando di fantascienza, ma di una disciplina che agisce sulle proprietà fondamentali della materia. Ad esempio, a livello nanometrico, il rapporto tra area superficiale e volume aumenta drasticamente: ciò rende i materiali incredibilmente più reattivi o capaci di respingere agenti esterni, come abbiamo osservato negli esperimenti sulle superfici.
Analisi Approfondita degli Esperimenti
Il percorso si è snodato attraverso quattro fasi sperimentali che hanno messo alla prova la mia capacità di analisi:
Studio delle proprietà di superficie: Ho misurato la “bagnabilità” tramite il diametro delle gocce. Un diametro ridotto indica un alto angolo di contatto, tipico di una superficie idrofobica. Questo fenomeno è governato dalle forze di Van der Waals e dalla tensione superficiale.
Protezione dei materiali: L’applicazione di spray idrorepellenti (spesso basati su polimeri fluorurati o biossido di silicio) crea una barriera che impedisce ai legami idrogeno dell’acqua di aderire al substrato. È la stessa strategia che la natura utilizza nelle foglie di loto per pulirsi autonomamente (Effetto Loto).
Innovazione nella resistenza: Integrando nanoparticelle nei rivestimenti di pannelli in MDF, si crea una rete strutturale che distribuisce le sollecitazioni meccaniche (come i graffi della lana d’acciaio) su una superficie più vasta, prevenendo l’incisione profonda del legno.
L’Ottica e le nanodispersione: L’Effetto Tyndall è stato cruciale per confermare la natura colloidale delle soluzioni. La diffusione della luce (scattering) da parte delle particelle disperse è, in fisica, il metodo principale per verificare la dimensione e la stabilità di un sistema nanometrico.
Analisi Approfondita degli Esperimenti
Il percorso si è snodato attraverso quattro fasi sperimentali che hanno messo alla prova la mia capacità di analisi:
Studio delle proprietà di superficie: Ho misurato la “bagnabilità” tramite il diametro delle gocce. Un diametro ridotto indica un alto angolo di contatto, tipico di una superficie idrofobica. Questo fenomeno è governato dalle forze di Van der Waals e dalla tensione superficiale.
Protezione dei materiali: L’applicazione di spray idrorepellenti (spesso basati su polimeri fluorurati o biossido di silicio) crea una barriera che impedisce ai legami idrogeno dell’acqua di aderire al substrato. È la stessa strategia che la natura utilizza nelle foglie di loto per pulirsi autonomamente (Effetto Loto).
Innovazione nella resistenza: Integrando nanoparticelle nei rivestimenti di pannelli in MDF, si crea una rete strutturale che distribuisce le sollecitazioni meccaniche (come i graffi della lana d’acciaio) su una superficie più vasta, prevenendo l’incisione profonda del legno.
L’Ottica e le nanodispersione: L’Effetto Tyndall è stato cruciale per confermare la natura colloidale delle soluzioni. La diffusione della luce (scattering) da parte delle particelle disperse è, in fisica, il metodo principale per verificare la dimensione e la stabilità di un sistema nanometrico.
Analisi Critica: La Scienza come Sostenibilità
Il valore aggiunto di questa esperienza è stato il legame profondo tra scienza e sostenibilità. Spesso si pensa che la tecnologia “inquini”, ma la nanotecnologia inverte questo paradigma:
Durabilità: Un oggetto che non si graffia e non assorbe umidità dura il triplo del tempo, riducendo la produzione di rifiuti.
Efficienza: Meno prodotti chimici aggressivi sono necessari per pulire superfici trattate, poiché lo sporco scivola via con l’acqua.
Risparmio energetico: Meno manutenzione significa meno energia consumata per cicli di produzione industriale.
Riflessioni sul Percorso e Crescita Personale
Vivere l’esperienza universitaria a Fisciano ha trasformato il mio approccio allo studio. La fisica e la chimica hanno preso vita: ho compreso che il rigore metodologico non è solo precisione nei calcoli, ma anche la capacità di osservare l’imprevisto come un’opportunità di conoscenza.
Il titolo “non perdiamo tempo!” è diventato per me un monito etico. Il tempo che abbiamo per attuare la transizione ecologica è limitato e le nanotecnologie rappresentano la “cassetta degli attrezzi” più potente per trasformare la nostra economia da lineare a circolare.
Porto con me non solo il ricordo dei laboratori di Fisciano, ma una nuova consapevolezza: il futuro si costruisce sul microscopico. Essere stato parte di questo progetto mi ha dato la sicurezza necessaria per affrontare il mio futuro percorso accademico, con la certezza che la ricerca scientifica sia la leva più efficace per prendersi cura del nostro pianeta.